Lorenzo Nardi

P1160600In mostra presso   “Borsino by Vittorino”

Dal 1 ottobre al 31 ottobre 2014

Con la crisi economica che pervade l’Italia ed il mondo in generale, l’unico territorio in cui le virtù possono sopravvivere è l’arte. Lorenzo Nardi questo l’ha interiorizzato, solo le sue immagini simbolo di critica, introiettano l’idea umanistica della libertà realizzata. Ad essa il nostro artista si affida per la sua esistenza inafferrabile, e la si costituisce come indice di progresso e di trasformazione, con cui stabilisce una diversa gerarchia di valori. Essendo venute meno le sicurezze di un’etica, considerata inattaccabile si decide di aggrapparsi ad un altro assoluto, l’arte, la cui valutazione positiva può contrapporsi al crollo dell’ordine e della certezza esistenziale. Si pongono allora, dal punto di vista ideologico, i presupposti delle opere di Lorenzo Nardi della sua avanguardia come arma di pressione morale ed espressione della condotta di una nuova era quella del ritorno all’informale pollockiano, superato poi dall’arrivare nell’al di là della, potremmo chiamarla, avanguardia dell’avanguardia, creandone poi un’ulteriore substrato coloristico e gestuale, uno scavalcamento degli stereotipi esageratamente tecnologizzati, per arrivare all’umano troppo umano nietzschiano approdando alla gestualità umana e all’emozione di creare opere con la cosiddetta “aura” Benjaminiana. P1160608Ci troviamo così davanti a schizzi, gocciolature, veri e propri, considerazioni contemporanee di “errori umani” ma per l’Oltre della tela impressioni e rivisitazioni del gesto e della rivisitazione dell’Io dentro ciò che è strettamente mortale ma reso immortale da quei 21 grammi che ci separano dalle macchine, che è l’anima dell’essenza dell’esistere dell’essere.

Testo di Federica Pasini

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