Gionatan Alpini

LA SCULTURA

 

100_1294_0001 100_1296 100_1381 100_1512Le mirabili sculture di Alpini Gionatan hanno la capacità di liberare l’anima dalle sofferenze della vita, attraverso un’illuminazione, con la quale fruendone, si riesce ad immergersi in un’allontanamento dei desideri più prosaici, perché meditandole si ha una meditazione concentrata; le sue opere contengono la semplice grandiosità del pensiero orientale. Tecnicamente parlando, in una stessa statua coesistono elementi religiosi e plastici, la visione d’insieme è abbagliante, hanno tutte un posto nel mondo, che è il mondo dell’aldilà. Realtà e idealità. Un senso supremo di grandezza, e una sconfinata fantasia scenografica, rendono le sculture del nostro artista al di là dello spazio contingente. Il suo “cavallo” è un’immagine a tutta velocità, eleganza, volume protratto nello spazio, con una sapienza linearistica che viola ogni predecessore e sembra innestare nello spettatore il daimon dell’energia. Si tratta di un pensiero taoista, ma bisogna anche aggiungere che vi è comunque, una figurazione, plastica e linearistica, partorite dalla mente del Verrocchio. Le opere scultoree del nostro artista trovano una linea di convergenza con la pittura, rivelano infatti, un interesse spasmodico per i dettagli. I colori glitterati con i quali, Alpini Gionatan, ultima le sue opere riportano ad un’occidentalizzazione databile al decennio ottavo del novecento, il quale in pieno boom economico, nella convivenza dello yuppie e del’hippie. Nel momento della decorativizzazione estrema in ogni settore, dalla moda al design, dall’arte alla tecnologia. Il nostro artista si sente ora nella grande libertà, libertà di usare la tecnologia più raffinata quanto la rude mano che dipinge e plasma la materia; libertà di fare riferimento al proprio corpo fisico, quanto all’universo mitico del sogno, libertà di formulare un concetto quanto di perdersi nell’arbitrio dell’afasia e del non detto. Continua a leggere