Maurizia D’Ippolito

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Maurizia D’Ippolito

 

Testo di Federica Pasini
 
Con Maurizia D’Ippolito si potrebbe parlare dei collage della stagione cubista e surrealista, ma lei va molto oltre assimilando la lezione del colore piatto di Mondrian che lei rende grazie all’utilizzo di materiale di scarto come carte di caramelle, cartoni di detersivi, poster, ecc. creando così opere emotivamente capaci di suscitare abbacinazione, rivelando piccoli gesti quotidiani di vita familiare e non solo, i suoi temi sono vari ed a volte anche casuali, la nostra artista sembra cadere in una trance creativa dove solo ad opera finita riesce a razionalizzare e catalogare. Con una tecnica assolutamente innovativa, incollando cioè, su un nuovo supporto e aggiungendo sempre nuovi materiali che possiamo chiamare “doppio collage”, assumendo caratteri che neanche l’artista spesso prevede! Utilizzare materiali di riciclo per l’artista è l’unico mezzo per protestare contro una società che ha perso il gusto del cambiamento e per le trasformazioni.
Maurizia D’Ippolito taglia, strappa, trasforma queste carte per un risultato che è sempre una composizione, forse casuale, ma riesce magistralmente a mettere sullo stesso piano il passato e il presente…e forse ipotecando anche il futuro.
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 abbraccio 1 2011, COLLAGE STAGNOLE COLORATE, MIS. 60CM X 66.5

 

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Giampiero Steri

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55-4-L'esame di Madrid     Ottobre 2011 107- Anni 20 Il molo      Giugno 2013 ad olio70x35

In mostra presso   “Borsino by Vittorino”

Dal 31 ottobre al 7 Dicembre 2014

Il tentativo di mettersi all’altezza della comunicazione di massa per eliminare ogni distinzione; l’idea di liberare la pratica artistica dal pretesto senso unico della trasgressione antitetica al discorso dell’industria, è esattamente il contrario che vuole ottenere Giampiero Steri. Egli, infatti, tende a creare un’immagine industrializzata con la storicità del pennello, evitando accuratamente serigrafie, poster e tutto ciò che invece attualizzò, e ne fece merce da galleria d’arte la storicissima e contestatissima, ma anche amatissima pop-art, degli anni 50 del novecento.
Il nostro artista acquisendo con il tempo una manualità eccellente, riesce senza alcun tipo di problema, a creare un’immagine, allora serigrafia, ora a solerte pennello ricreando immagini pop ma con una poetica totalmente ribaltata. L’ipotesi dell’altrove non risiede nell’esorcizzare il reale ma nell’accettazione del suo carattere, Giampiero ribalta la situazione riportando in auge i personaggi contemporanei che diverranno icone del presente, impone nuovi stereotipi, esplorando nell’intimo quelli esistenti, cogliendone l’attimo fuggente, il “carpe diem”, solito alla foto, ma pratico al nostro artista.126- Frida Kalho         Maggio 2014
Umanesimo colto, non più anarchia intellettuale. La scelta delle star diviene sottolineata dalle cure immesse nell’opera da Giampiero, che riesce ad affascinare e pietrificare in diamanti purissimi i suoi miti.
Giampiero fa appello all’Io entrando nell’Es del personaggio, slegandone il mantra tecnologico elevando la pittura potenziandola.
Possiamo senza dubbio alcuno che l’arte sostiene il potere dei miti, riferendosi ad esso occupandosi delle regole umane, disumane e artificiali. Tutto si decide in funzione di nobile entità e di responsabilizzazione contemporanea dei propri miti.