Giuliana Giuliani

Share on Facebook
[`google_buzz` not found]
[`yahoo` not found]

Giuliana Giuliani una storia di specchi.

 

Testo di Federica Pasini

 

Il ritratto risponde a un bisogno profondo comune a tutti gli uomini. Rintracciare il grado zero delle opere di Giuliana Giuliani significa arrivare all’origine del ritratto, del quale si fa risalire l’origine ad una storia dell’Antichità. La figlia del vasaio Butade per ricordarsi dell’amato partente per la guerra ne disegna il profilo sul muro della sua stanza.

Vi è nel ritratto una frammentazione dell’Io che la nostra artista rintraccia trasformando volti celebri in miriade di altri “Sé”, una vera e propria frammentazione dell’essere.

Lei riesce a carpire quei 21 grammi, chiamati “Anima”, dalle immagini di personaggi famosi e che riusciamo quindi a percepire nel grado 0 della sua pittura.

L’artista rappresenta i suoi personaggi nel modo che gli è proprio, ma non mancano esempi singolari ai quali, invece, tutti vogliono essere l’espressione di un sentimento, di un’emozione.

Giuliana usa i suoi soggetti per esprimere concetti, condizioni, tematiche altre da essi, più intime…totalmente private.

La “pulsione ritrattistica” serve all’artista ad entrargli nell’Essere.

Il ritratto ha una precisa intenzione sociale, perché nessuno lascia traccia di Sé se non pensando a qualcuno che lo dovrà vedere, oggi e domani e Giuliana Giuliani ci elargisce la possibilità di entrare, ma soprattutto perdersi, nelle sue rappresentazioni assolutamente intimistiche e sensibilmente penetranti

Citando Wallon:

“…quale immagine extracettiva avrebbe l’essere umano di sé     stesso se non quella offertagli da chi lo percepisce? Il ritratto nel momento in cui esiste può formarsi solo esteriorizzandosi.”

…possiamo allora essere grati alla nostra artista in quanto ci offre una possibilità simile: un’emozione nell’emozione, uno specchio dove rintracciarci in quanto troppo persi nella quotidianità.

 

 

 

.

ultimi dipinti 021
 ultimi dipinti 022

 

Articoli recenti

Giampiero Steri

Share on Facebook
[`google_buzz` not found]
[`yahoo` not found]

55-4-L'esame di Madrid     Ottobre 2011 107- Anni 20 Il molo      Giugno 2013 ad olio70x35

In mostra presso   “Borsino by Vittorino”

Dal 31 ottobre al 7 Dicembre 2014

Il tentativo di mettersi all’altezza della comunicazione di massa per eliminare ogni distinzione; l’idea di liberare la pratica artistica dal pretesto senso unico della trasgressione antitetica al discorso dell’industria, è esattamente il contrario che vuole ottenere Giampiero Steri. Egli, infatti, tende a creare un’immagine industrializzata con la storicità del pennello, evitando accuratamente serigrafie, poster e tutto ciò che invece attualizzò, e ne fece merce da galleria d’arte la storicissima e contestatissima, ma anche amatissima pop-art, degli anni 50 del novecento.
Il nostro artista acquisendo con il tempo una manualità eccellente, riesce senza alcun tipo di problema, a creare un’immagine, allora serigrafia, ora a solerte pennello ricreando immagini pop ma con una poetica totalmente ribaltata. L’ipotesi dell’altrove non risiede nell’esorcizzare il reale ma nell’accettazione del suo carattere, Giampiero ribalta la situazione riportando in auge i personaggi contemporanei che diverranno icone del presente, impone nuovi stereotipi, esplorando nell’intimo quelli esistenti, cogliendone l’attimo fuggente, il “carpe diem”, solito alla foto, ma pratico al nostro artista.126- Frida Kalho         Maggio 2014
Umanesimo colto, non più anarchia intellettuale. La scelta delle star diviene sottolineata dalle cure immesse nell’opera da Giampiero, che riesce ad affascinare e pietrificare in diamanti purissimi i suoi miti.
Giampiero fa appello all’Io entrando nell’Es del personaggio, slegandone il mantra tecnologico elevando la pittura potenziandola.
Possiamo senza dubbio alcuno che l’arte sostiene il potere dei miti, riferendosi ad esso occupandosi delle regole umane, disumane e artificiali. Tutto si decide in funzione di nobile entità e di responsabilizzazione contemporanea dei propri miti.