Giancono Cammarano

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GIANCONO CAMMARANO

 

Testo di Federica Pasini
 
Giancono Cammarano è un maestro del bianco/nero, dove trasferisce l’ansia del rovesciamento della città su sé stessa e sui cittadini in generale. Utilizza la drammaticità dell’alienazione creata dalla contemporaneità, come Munch utilizzò l’Urlo per spiegare l’angoscia dell’essere umano nell’Espressionismo più acuto, e il nostro artista con massima sensibilità coglie i momenti più aberranti del cittadino moderno. Gincono Cammarano spiega pittoricamente l’involuzione mercificata della quotidianità e con occhio vigile ne descrive l’atrocità alla quale è destinato il cosiddetto ‘homo sapiens’, la sua massima velocità verso un futuro di ansia, alla quale dovrà far fronte solitariamente a causa dell’indifferenza alla quale l’uomo è relegato per proteggersi dal tutto, dal pan contemporaneo.
L’artista però utilizza anche il colore ma per rendere ancora più intensamente la crudeltà e l’ingiustizia di un mondo malandato e alienato. Egli conferisce attraverso la superficie pittorica quel volume e quell’espressività che sono il segno distintivo della sua opera.
I suoi dipinti mostrano una realtà trasfigurata, nell’assenza di un’immediata riconoscibilità, il quadro si trasforma nell’evocazione poetica della quotidiana, con un risultato estremamente suggestivo che vibra di malinconia.
 

 

 

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 eden
 capitalismo un sogno finito in frantumi




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Giampiero Steri

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55-4-L'esame di Madrid     Ottobre 2011 107- Anni 20 Il molo      Giugno 2013 ad olio70x35

In mostra presso   “Borsino by Vittorino”

Dal 31 ottobre al 7 Dicembre 2014

Il tentativo di mettersi all’altezza della comunicazione di massa per eliminare ogni distinzione; l’idea di liberare la pratica artistica dal pretesto senso unico della trasgressione antitetica al discorso dell’industria, è esattamente il contrario che vuole ottenere Giampiero Steri. Egli, infatti, tende a creare un’immagine industrializzata con la storicità del pennello, evitando accuratamente serigrafie, poster e tutto ciò che invece attualizzò, e ne fece merce da galleria d’arte la storicissima e contestatissima, ma anche amatissima pop-art, degli anni 50 del novecento.
Il nostro artista acquisendo con il tempo una manualità eccellente, riesce senza alcun tipo di problema, a creare un’immagine, allora serigrafia, ora a solerte pennello ricreando immagini pop ma con una poetica totalmente ribaltata. L’ipotesi dell’altrove non risiede nell’esorcizzare il reale ma nell’accettazione del suo carattere, Giampiero ribalta la situazione riportando in auge i personaggi contemporanei che diverranno icone del presente, impone nuovi stereotipi, esplorando nell’intimo quelli esistenti, cogliendone l’attimo fuggente, il “carpe diem”, solito alla foto, ma pratico al nostro artista.126- Frida Kalho         Maggio 2014
Umanesimo colto, non più anarchia intellettuale. La scelta delle star diviene sottolineata dalle cure immesse nell’opera da Giampiero, che riesce ad affascinare e pietrificare in diamanti purissimi i suoi miti.
Giampiero fa appello all’Io entrando nell’Es del personaggio, slegandone il mantra tecnologico elevando la pittura potenziandola.
Possiamo senza dubbio alcuno che l’arte sostiene il potere dei miti, riferendosi ad esso occupandosi delle regole umane, disumane e artificiali. Tutto si decide in funzione di nobile entità e di responsabilizzazione contemporanea dei propri miti.