Giancarlo Guidi

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GIANCARLO GUIDI

“In un prato, in foresta
sia all’alba o la sera
se dorme talor
non turba non desta
la tromba guerriera
dal sonno di pastor…”
(Metastasio)

 

Un’opera di Metastasio che può benissimo simboleggiare un’analisi esemplificativa, sui paesaggi Arcadici di Giancarlo Guidi.
Il gioco dell’Arcadia è un gioco colto; una risposta a uno stato di crisi, è uno strappo rispetto alla contemporaneità, una presa di coscienza della necessità di trovare una nuova via d’espressione. Essa è da considerarsi propositiva, ma anche nostalgica, in direzione di un cambiamento di gusto a ogni livello, un ritorno alle origini romagnole.
Vi è nel nostro artista l’intenzione di restaurare nella pittura italiana il ‘buon gusto’, dei passati secoli quasi estinti e perduti.
Possiamo affermare a gran voce che il nostro pittore Giancarlo Guidi che la sua influenza Arcadica è quella prevalentemente quella di orientare in senso classico e letterario, su un piano consapevolmente illusorio e nostalgico, rafforzando il vecchio e nodale assioma dell’ut pictura poesis, valido ancora per la pittura di paesaggio.
 
Federica Pasini

  Bibliografia: la pittura di paesaggio in Italia. Ed. Electa

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Giampiero Steri

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55-4-L'esame di Madrid     Ottobre 2011 107- Anni 20 Il molo      Giugno 2013 ad olio70x35

In mostra presso   “Borsino by Vittorino”

Dal 31 ottobre al 7 Dicembre 2014

Il tentativo di mettersi all’altezza della comunicazione di massa per eliminare ogni distinzione; l’idea di liberare la pratica artistica dal pretesto senso unico della trasgressione antitetica al discorso dell’industria, è esattamente il contrario che vuole ottenere Giampiero Steri. Egli, infatti, tende a creare un’immagine industrializzata con la storicità del pennello, evitando accuratamente serigrafie, poster e tutto ciò che invece attualizzò, e ne fece merce da galleria d’arte la storicissima e contestatissima, ma anche amatissima pop-art, degli anni 50 del novecento.
Il nostro artista acquisendo con il tempo una manualità eccellente, riesce senza alcun tipo di problema, a creare un’immagine, allora serigrafia, ora a solerte pennello ricreando immagini pop ma con una poetica totalmente ribaltata. L’ipotesi dell’altrove non risiede nell’esorcizzare il reale ma nell’accettazione del suo carattere, Giampiero ribalta la situazione riportando in auge i personaggi contemporanei che diverranno icone del presente, impone nuovi stereotipi, esplorando nell’intimo quelli esistenti, cogliendone l’attimo fuggente, il “carpe diem”, solito alla foto, ma pratico al nostro artista.126- Frida Kalho         Maggio 2014
Umanesimo colto, non più anarchia intellettuale. La scelta delle star diviene sottolineata dalle cure immesse nell’opera da Giampiero, che riesce ad affascinare e pietrificare in diamanti purissimi i suoi miti.
Giampiero fa appello all’Io entrando nell’Es del personaggio, slegandone il mantra tecnologico elevando la pittura potenziandola.
Possiamo senza dubbio alcuno che l’arte sostiene il potere dei miti, riferendosi ad esso occupandosi delle regole umane, disumane e artificiali. Tutto si decide in funzione di nobile entità e di responsabilizzazione contemporanea dei propri miti.