Paolo La Bruna

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p.la bruna 1Archetipo è un termine che indica l’idea Platonica, ossia il modello originario delle forme di cui le cose sensibili sono semplici copie. La psicicologia analititica o psicologia del profondo studiata da Jung, considera che i concetti psicologici hanno un valore esclusivamente funzionale in quanto si riferiscono a funzioni della personalità e non a strutture stabili della psiche.Per Jung l’inconscio è un elemento della psiche che si riferisce a se stesso, ma sperimenta nell’ambito della personalità come qualcosa di estraneo alla propria facoltà di decisione. Nell’inconscio collettivo trovano il loro  riferimento nel patrimonio storico-culturale, comunità più estese dell’intera umanità. Esse si presentano non soltanto nei simboli onirici ma anche nelle visioni dei mistici e nelle opere d’arte; esse sono dette archetipi. L’archetipo è una possibilità di rappresentazione, ovvero una disposizione a riprodurre rappresentazioni tipiche, corrispondenti alle esperienze che l’umanità ha fatto del processo di sviluppo della coscienza. Esso ha pertanto il significato di potenziale momento di sintesi dialettica tra l’inconscio e la coscienza. Paolo La Bruna riesce a creare nelle sue opere la potenza illusionistica delle più antiche leggende; è un’artista mistico con la capacità di creare vita e movimento, riportando alla luce gli  archetipi sopranominati. La credenza magica dell’effige secondo cui l’Anima di un uomo risiede nella sua immagine, e chi possiede questa immagine ha potere sulla persona stessa, e tutti i dolori inflitti all’immagine devono essere sentiti anche dall’individuo rappresentato è sacrosanta verità ma è vero anche il suo contrario cioè che il danno fatto ad un essere umano deve lasciare tracce visibili sulle sue opere. La sensibilità, ma soprattutto l’inconscio, del nostro artista è talmente elevata da riuscire a trascendere dal quotidiano fino ad arrivare all’Aura, che riesce a infondere alle proprie opere, soggiogando il fruitore alla trascendenza, dal “qui e ora”, dall’“hic et nunc” per approdare allo spazio dove si oltrepassa a puro spirito. Nelle opere pittoriche di Paolo La Bruna, troviamo colori terrigni, caldi, accomodanti con donne formose, e sempre e comunque con una determinata cultura, infatti incontriamo libri, oggetti musicali, veri e propri archetipi della “Grande Madre” della quale il culto risale ai primitivi. La sua rappresentazione evidenzia il simbolismo del ‘vaso pieno’, nell’accentuazione delle zone centrali del corpo femminile. La mancanza di agilità e di forma fanno assumere alla Grande Madre una postura sedentaria in stretta aderenza alla terra in cui è spesso incorporata. Oltre che come riferimento al simbolismo del vaso che, come il grembo materno, contiene l’oscurità primitiva, il cielo notturno e generatore, la forza ctonia capace di dare alla luce, la Grande Madre viene rappresentata anche come albero della vita, che saldamente piantato con le sue radici alla terra che lo nutre, si innalza verso l’alto e, con i suoi rami e le sue foglie, genera quell’ombra protettiva dove la madre vivente trova il suo rifugio. Paolo La Bruna, si esprime anche con materiale materico quale le calci, gli stucchi se non addirittura il cemento; in queste opere tutte rigorosamente bianche vengono interpretati personaggi funanbolici della silhouette quasi efebica. Cavallo di battaglia del nostro artista è il genere musicale, tanto da farci sovvenir alla mente S. Cecilia la protettrice della musica, ritornando inconsciamente alla protezione femminina. L’opera con la bella figurina a rilievo dell lettore assorto nella sua lettura, sembra preso dalla magia di parole che divengono immagine nella mente, quasi creando concettualmente una metarappresentazione della concentrazione dentro la concentrazione, cioè concentrazione nella lettura, viaggio mistico di essa e fruibile come immagine intellettuale. Paolo La Bruna abbatte le barriere del tempo e dello spazio permettendo al fruitore di viaggiare nel viaggio, trasformando il sogno in vita e la vita in sogno e pone alla portata dell’osservatore nell’universo del magico.

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