Massimiliano De Santi

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De Santi MassimilianoPOETICA DI DE SANTI MASSIMILIANO

La “A” di amore inteso in tutte le accezioni è ciò che porta avanti a spada tratta la vita di De Santi, e in momenti di crisi il suo fare, il suo creare, si rende con colori più scuri, proprio come il suo animo; ma lui torna sulle
sue opere e per giorni e giorni le elabora: toglie, aggiunge, sposta e sempre
le ultima con un suo aforisma sull’amore.
Nel silenzio del suo studio, crea basi in cemento o in materiali affini;
successivamente vi inserisce il mondo che lui vede nei muri della sua città o
più generalmente nelle strade. Si diletta a fare “spray-art”, su manifesti strappati, sagome di icone contemporanee ed infine ecco che riesce a formulare la sua frase riportandola con gessi colorati.
Il nostro artista non ha intenti ribelli. Sa fondere stilemi neoespressionisti
e poetica pop per creare una grammatica visiva di eroi e simboli della
quotidianità, espressi nei muri delle città, in cui osserva la realtà
intrinseca dei messaggi che ci martellano e che lui, con grande capacità,
trasforma cercando di smitizzarli.

Il mondo dei graffiti sembra quindi un modo d’accesso all’arte.Nella sua creatività incandescente e ricca di simbologie De Santi si sente vicino alla cultura figurativa pop di Basquiat.

Ma è l’attenzione per lo scarto, il residuo, il versante più oscuro e
impresentabile della società di massa a offrire uno spunto per la creazione,
quasi un impegno per risvegliare la società dal torpore di pensiero creato dall’
epoca massmediale. Come Mimmo Rotella strappa manifesti per strada e li incolla sulle sue opere, trasformandoli in quadri veri e propri. Tuttavia il nostro
artista va oltre quel gesto e aggiunge alle opere frasi scritte di suo pugno.
Possiamo senz’altro inserire De Santi nella poetica del Nouveau Réalisme di
cui il manifesto del 1960 propone l’appassionante avventura del reale colto in
sé: non più solo prelievo ma una riappropriazione vera e proprio dell’oggetto e del suo significato. In questo modo si costruisce una nuova esperienza estetica centrata sul fascino dell’oggetto: un manifesto strappato, uno scarto
industriale, possono eccitare la sensibilità al di là dei propri limiti. Questo
fermento crea nell’artista  un forte interesse provocatorio e ideologico.
Infatti nelle sue opere si possono cogliere messaggi di denuncia e di critica
verso la cultura moderna, sempre più abituata alla logica del consumo, dell’usa e getta, immemore invece delle potenzialità del riciclo. Così De Santi utilizza anche la tecnica del décollage, ossia manifesti staccati dal vivo, direttamente dai muri, e ricomposti sulla sua base cementizia, ottenendo così una forte denuncia sociale ed un abbattimento dei nuovi miti di massa ai quali mette come contraltare le sue frasi incisive.
Le opere del nostro artista non rimangono ferme ai grandi maestri dell’arte
contemporanea ma li scavalcano, riuscendo ad andarvi al di là, proponendo un nuovo modo di vedere il mondo e, nel silenzio del suo studio, accogliendo l’ assordante rumore del suo animo stanco di una società indifferente e troppo commerciale. Il nostro artista cerca con pazienza e, forse anche con timidezza, di uscire dagli schemi predefiniti per proporre un’altra visione dell’Essere e dell’Amore come Es muss sein ( il “Deve Essere” suggerito da Beethoven) teso a realizzare una vita autenticamente degna di essere vissuta.

Federica Pasini

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